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Destinata in origine alle feste, ai balli
e alle accademie, questa bellissima sala conserva inalterata la settecentesca
decorazione a stucco di soffitto e pareti, cui i recenti restauri hanno
restituito le cromie originarie. L’ambiente era parte integrante
di quel Casino da Gioco o dei Nobili voluto dal duca Filippo e il cui
progetto fu affidato nel 1763 all’architetto francese Petitot; gli
stucchi, tuttavia, realizzati dal plasticatore di corte Benigno Bossi,
si discostano sensibilmente dal progetto iniziale. Le sovraporte lungo
i lati corti presentano gli emblemi della musica, della commedia, della
geometria e della pittura. In posizione angolare, a raccordare plafone
e pareti, quattro coppie di putti sorreggono serti di quercia entro cui
è uno scudo con il caduceo di Mercurio: due serpenti, simboli di
vigilanza, si avvolgono attorno a un bastone alato, che indica potere
e intelligenza; i ramoscelli di alloro sono allegoria del potere.
Il Salone ospita alcune tra le più suggestive testimonianze conservate
presso il Museo, riferibili sopratutto al periodo imperiale (1810-1814):
la Corbeille de Mariage, un sontuoso centro stanza che in origine conteneva
gioielli, abiti e accessori donato da Napoleone alla giovane consorte
in occasione delle nozze; il rigoroso e ufficiale dipinto di Robert J.
Lefèvre, che ci consegna l’immagine di Maria Luigia Imperatrice
nel 1812; il prezioso ritratto di Napoleone realizzato a carboncino da
François Gérard; ancora, il noto olio di Pierre-Paul Prud’hon
raffigurante lo sfortunato Re di Roma in sembianze di Amore addormentato.
Al ricco abito da cerimonia del periodo ducale, si affiancano, contenuti
in tre tavoli, oggetti e cimeli, principalmente di carattere privato,
relativi alla famiglia imperiale, mentre in un quarto tavolo sono raccolti
vari gioielli appartenuti a Maria Luigia, che costituiscono un suggestive
esempio del valore privato e sentimentale rivestito da certi monili nella
prima metà del XIX secolo.
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