La mostra "Fiere, lupi e cavalli. Il bestiario dipinto di Giuseppe Baldrighi"
L'omaggio al pittore (Stradella 1722 - Parma 1803) nel bicentenario della morte

(20 giugno - 5 ottobre 2003)

Nell'anno interamente dedicato alle celebrazioni su Parmigianino e il manierismo europeo, alle quali anche il Museo Lombardi ha dato un piccolo contributo, ci sembrava doveroso non dimenticare un’altra ricorrenza, senza dubbio meno nota al grande pubblico, ma certo significativa per la città di Parma: i duecento anni della morte di Giuseppe Baldrighi (Stradella, Pavia 1722-Parma 1803). Dal 1756 primo pittore di corte del duca Don Filippo, questo artista intrecciò la propria attività con le vicende e i personaggi che animarono da protagonisti la storia parmense e contribuì a diffondere nella petite capitale la cultura internazionale che il soggiorno parigino e prima ancora la formazione napoletana gli avevano permesso di meditare e assimilare.

Abbiamo voluto dar forma a questo omaggio cercando di riunire alcune opere dell’artista accomunate dal soggetto animale in esse rappresentato: si sono così raccolti quadri che documentano l’interesse di Baldrighi per questa tematica particolare e accattivante, che si affianca alla sua ben più nota produzione di ritratti nell’ambito di una cultura con interessi principalmente laici e profani.

Risalirebbe al periodo  di formazione (1752-1756) compiuto nella capitale francese a spese della corte di Parma l’idea, se non anche l’esecuzione, di tele a soggetto animale, riflesso dell’interesse illuministico non solo antropocentrico di Baldrighi.

La serie risulta composta da quattro pezzi: una testa di leone, una testa di tigre e un lupo, qui esposti, e un’aquila, purtroppo non rintracciata sul mercato collezionistico locale. A queste opere si è affiancato un inedito studio di otto cavalli e una sanguigna raffigurante un cavallo, probabilmente ascrivibile all’artista al quale riconduce anche una scritta ad inchiostro sul verso della carta.

Dagli eredi di Giuseppe Baldrighi i quadri passarono alla collezione dell’incisore Paolo Toschi, nei cui inventari, come ci confermano i documenti esposti, li troviamo citati, anche se erroneamente identificati come soggetti (leopardo anziché leone, avvoltoio anziché aquila, iena anziché lupo). Successivamente venduti dalla signora Godi Toschi e poi dispersi sul mercato antiquario, sono stati oggi riuniti grazie alla disponibilità di privati ai quali rivolgiamo un sincero ringraziamento.

La mostra, inaugurata il 20 giugno 2003, allestita nella saletta al piano terra del Museo, si è conclusa il 5 ottobre;


 

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